Cooperative: casi e soluzioni

Di seguito sono pubblicate le domande poste da soci e da amministratori in merito a problematiche riguardanti le varie tipologie di cooperative, con le relative risposte fornite dall’avvocato Gualtiero Cannavò.

Quesito del 29/07/2022

Facevo parte di una società cooperativa con mansione di autista scuolabus fino al gennaio del 2022, poi raggiunta l’età della pensione ho smesso. Ho lavorato tutto il 2021 e il primo mese nel 2022, ho ricevuto la liquidazione e fin qui tutto a posto.
Il quesito che propongo è questo: ho il diritto di percepire la quota degli utili maturati nell’anno 2021 anche se al momento dell’assemblea non ero più in forza all’azienda, visto che nell’anno 2021 ero ancora socio?

Risposta al quesito:
Essendo vigente il rapporto sociale nel corso del 2021, il socio receduto per i raggiunti limiti pensionabili ha, comunque, diritto alla percezione degli utili fino alla data del recesso.
Occorre, pertanto, verificare il Bilancio approvato dalla Società nel 2022 e rilevare la quota di utile di pertinenza dell’esercizio.
Se, quindi, il socio receduto non ha rilasciato quietanza liberatoria al momento del recesso (anche a fronte di una liquidazione forfettaria del rapporto sociale ovvero in riferimento ad un quota di utile inserita nella retribuzione), può richiedere il pagamento della quota di utile distribuito.
E’ bene, però, verificare la disciplina della distribuzione degli utili prevista dello Statuto sociale e dall’eventuale regolamento interno.

Quesito del 28/07/2022

Nel 2019 abbiamo aderito ad una cooperativa sociale edile a scopo mutualistico, per acquistare una casa. Oltre ad aderire alla Cooperativa abbiamo versato l’acconto per la prenotazione dell’alloggio e diversi stati di avanzamento. Non tutti i soci della Cooperativa sono a stato di avanzamento e la Cooperativa era in attesa di mutuo per completare i lavori.
In attesa del finanziamento necessario per completare i lavori, la Cooperativa ha subito dei rallentamenti tra il 2020 e il 2021. Il finanziamento è stato ora erogato e la Cooperativa sta continuando i lavori con maggiore ritmo. Tuttavia, in una riunione ci è stato preannunciato che il costo di vendita inizialmente stabilito non è più sufficiente a garantire il completamento dell’opera e che pertanto la Cooperativa chiederà a tutti i soci una rivalutazione del costo che oscilla tra il 10 e il 15% del costo originario. Specifico che non tutti gli immobili preassegnati si trovano nello stesso stato dei lavori. Gli immobili dei soci in sal sono più avanti.
Il quesito che pongo è questo: i soci in stato di avanzamento sono oggetto di questo aumento al pari dei soci che andranno a mutuo o per loro l’aumento dovrà riguardare solo la parte economica ancora da versare a chiusura del costo inizialmente concordato?
Molti di noi hanno pagato quasi tutto l’immobile e ora ricevere un aumento così considerevole quando mancava poco all’intero saldo del costo originariamente pattuito sembra assurdo.

Risposta al quesito:
Occorre, innanzitutto, rilevare che le Cooperative devono osservare la parità di trattamento dei soci relativamente al contratto mutualistico (art. 2516 c.c.), sicché sarebbe illegittimo l’applicazione di costi differenti per alloggi del medesimo programma costruttivo e con identiche caratteristiche edificatorie.
Ciò posto, si devono verificare le condizioni che hanno determinato l’aumento , che se legittime e approvate dall’assemblea, risultano inopponibili.
Occorre, inoltre, verificare se la gestione degli aumenti è conforme a quanto esposto nei Bilanci della Cooperativa.
I soci hanno diritto a ricevere le corrette informazioni richieste agli amministratori.


Quesito del 25/07/2022

Cosa comporta il mancato adempimento di nomina del Consiglio di amministrazione in una cooperativa con Amministratore unico?

Risposta al quesito:
Lo Statuto sociale può prevedere che la Cooperativa sia gestita dal Consiglio di amministrazione ovvero da un Amministratore unico.
La differenza consiste nel funzionamento collegiale del Consiglio rispetto alla gestione monocratica dell’Amministratore unico.
Entrambi gli organi sono, comunque, sottoposti all’Assemblea dei soci quale mandataria, secondo le regole dello Statuto e del Codice Civile.

Quesito del 25/07/2022

Circa un anno fa io e mia moglie abbiamo acquistato, con contratto firmato sia da noi che dalla Cooperativa, un appartamento sulla carta in attesa della sua costruzione dando un acconto di 10.00,00 euro. Poi a distanza di sei mesi non essendo ancora iniziati i lavori abbiamo deciso di recedere dal contratto, come stabilito nel contratto, chiedendo di restituirci la somma sino a quando non fosse subentrato nuovo socio acquirente.
Ora a distanza di oltre un anno, nessuno ci vuole restituire la somma accampando la scusa che non hanno ancora trovato il socio che subentrerà. Come possiamo sapere se hanno trovato il socio e non inventano scuse per non restituirci la somma dovuta?

Risposta al quesito:
Occorre, innanzitutto, verificare se con l’ammissione il socio si è obbligato a recedere segnalando altro socio subentrante.
Se non esiste tale clausola, il socio receduto deve mettere in mora la Cooperativa in quanto obbligata a rimborsare la quota indipendentemente dal subentro di altro socio.
Prima di dare corso all’eventuale azione giudiziaria, il socio receduto può inviare un esposto denuncia all’Autorità di Vigilanza, chiedendo una ispezione straordinaria.
Se, viceversa, nello Statuto sociale esiste la clausola del socio subentrante, in tal caso il socio receduto ha diritto di chiedere all’Autorità di vigilanza le copie dei verbali di ispezione ordinaria (biennale) in modo da verificare l’eventuale aumento dei soci, sopraggiunto dopo il recesso.

Quesito del 21/07/2022

Mia figlia dovrebbe prendere il posto di socio di un appartamento, al posto di un altro socio.
Chiedo se ci sono requisiti particolari, perché il presidente della Cooperativa, a mio avviso persona assegnataria non competente, ha detto che il passaggio si può fare tranquillamente mediante il consulente della società.

Risposta al quesito:
Occorre verificare se la Cooperativa rientra nell’edilizia agevolata- sovvenzionata, perché in tal caso occorre che il socio subentrante abbia i requisiti di legge (limite di reddito, l’impossidenza di altro alloggio nel Comune, la mancata fruizione di assegnazione di alloggio in regime di edilizia agevolata, etc).
Se la Cooperativa è “libera”, cioè non vincolata dalle leggi in materia di edilizia agevolata, in tal caso occorre verificare lo Statuto in ordine all’eventuale requisito imposto al socio prenotatario (ad esempio: appartenente ad una determinata categoria lavorativa).
Se lo Statuto sociale non pone alcun vincolo, non sarà necessario il possesso di requisiti soggettivi.