Cooperative: casi e soluzioni

Cooperative: casi e soluzioni

Di seguito sono pubblicate le domande poste da soci e da amministratori, in merito a problematiche riguardanti le varie tipologie di cooperative, con le relative risposte fornite dall’avvocato Gualtiero Cannavò.

Quesito del 14/02/2026

La Cooperativa edilizia è stata messa il liquidazione coatta amministrativa e io anni fa diedi le dimissioni senza essere liquidata.
Il Commissario mi ha messo nell’elenco dei creditori, però non in via privilegiata ma al chirografo, perché la Cooperativa non ha comunicato le mie dimissioni alla Camera di commercio, è vero?

Risposta al quesito:
Il credito del socio receduto dalla Cooperativa in Liquidazione Coatta è chirografario per legge.
La mancata comunicazione delle dimissioni da socio al Registro delle Imprese non è dovuta e, comunque, è indifferente ai fini della qualificazione del credito.

Quesito del 10/02/2025

Gentile avvocato, la ringrazio per la risposta ad un mio quesito precedente. Le chiedo di nuovo un suo parere per questi quesiti.
Sono socia di una piccola Cooperativa a proprietà indivisa. Nel 2009 il CdA ed il Commercialista che seguiva la parte fiscale della Cooperativa hanno rivalutato gli immobili senza fare un’assemblea dei soci. E’ corretto?
Con tale rivalutazione ci troviamo ad avere oltre al CdA ed il Commercialista anche Revisori e Collegio sindacale e le nostre maggiori spese sono per questi professionisti. E’ possibile svalutare gli immobili e come procedere?
Nel nostro Statuto c’é un articolo che indica che il CdA é investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria della società. Quindi i soci che ruolo hanno?
Se un fornitore emette una fattura relativa a lavori mai eseguiti in un appartamento ed il CdA ha approvato e pagato questa fattura cosa bisogna fare?

Risposta al quesito:
Si presume che la Cooperativa sia a proprietà indivisa, altrimenti il quesito non avrebbe senso, posto che in tal caso gli immobili sono destinati all’assegnazione definitiva ai soci e non vanno rivalutati.
Se, viceversa, la Cooperativa è a proprietà indivisa, essendo gli immobili di proprietà sociale, possono essere rivalutati se ce ne sono i presupposti.
In tal caso il CdA deve spiegare i motivi della rivalutazione e sottoporli all’assemblea dei soci, i quali possono non approvare il Bilancio.
Se la maggioranza approva e alcuni soci di minoranza dissentono, questi ultimi possono impugnare il Bilancio se la rivalutazione è contraria all’interesse mutualistico o, comunque, illegittima.

Quesito del 05/02/2026

Cooperativa a r.l. di 172 soci modifica Statuto come da art 2436 cc. Lo statuto per la costituzione e il quorum deliberativo dice “I Convocazione meta più uno dei soci, II convocazione costituzione assemblea qualunque sia il numero dei soci intervenuti”. Deliberazione a maggioranza: 22 soci presenti, 18 favorevoli, 2 astenuti, 2 contrari, non c’è unanimità.
Tale procedura non è conforme alla legge 2479-bis c.c., che ai punti 4) e 5) dispone la maggioranza degli intervenuti rappresentanti metà del capitale sociale, oppure la legge consente di derogare allo statuto rispetto alla legge? La delibera deve ritenersi illegale e può essere impugnata dal socio contrario?

Risposta al quesito:
L’art. 2479 –bis c.c. regola le Società per azioni e si applica alle Cooperative in quanto compatibile.
Nel caso di specie la disposizione statutaria risulta comunque applicabile e non ha alcuna rilevanza il riferimento alla metà del capitale, in quanto tale disposizione è incompatibile con la struttura delle Cooperative in generale.
La delibera, pertanto, non è illegale e non è consigliabile opporla in relazione alla validità della maggioranza, peraltro prevista dallo Statuto.

Quesito del 04/02/2026

Richiedo una consulenza preliminare in merito alla posizione dei miei suoceri, soci di una Cooperativa Edilizia attualmente in Liquidazione Coatta Amministrativa.
La situazione si articola su due punti critici:
1. Mancata assegnazione della proprietà (rogito). Stato: l’immobile è stato interamente pagato. Vincolo: il rogito non è stato stipulato nei tempi ordinari a causa del vincolo di 8 anni previsto per l’edilizia agevolata (Regione Lazio). Attuale: il vincolo temporale è scaduto, ma la Cooperativa è entrata in Liquidazione Coatta. Problema: Nonostante solleciti inviati da circa un anno, il Commissario Liquidatore non risponde e non procede all’atto di assegnazione definitivo.
2. Gravi infiltrazioni e inerzia del Liquidatore. Danno: sono presenti gravi infiltrazioni dal lastrico solare (terrazza condominiale) dovute a errata posa dell’impermeabilizzazione. I danni coinvolgono sia le parti comuni (gocciolamenti per 3 piani) sia l’appartamento dei miei suoceri (sfarinamento intonaco, umidità estesa). Gestione: a seguito di PEC di diffida, l’Amministratore di Condominio ha riferito che il Commissario Liquidatore rifiuta l’autorizzazione ai lavori (stimati in 50-70k €) per “mancanza di fondi”. Rischio: l’inerzia sta causando un rapido deperimento strutturale che svaluterà drasticamente anche gli immobili invenduti (circa 30) destinati all’asta.
Quesiti per i quali richiedo supporto: qual’è l’iter corretto per sbloccare l’assegnazione della proprietà (rogito) di fronte al silenzio del Commissario in sede di LCA?
Quali strumenti legali urgenti possiamo attivare per obbligare la Curatela/Condominio alla messa in sicurezza, considerando che il risparmio sui lavori sta compromettendo l’integrità dell’intero stabile?

Risposta al quesito:
Trattandosi di alloggio realizzato con la normativa della locazione con patto di futura vendita, essendo stati mantenuti tutti gli impegni di pagamento, la proprietà si è trasferita automaticamente con il decorso degli otto anni, se il relativo contratto è stato a suo tempo trascritto nei Registri Immobiliari.
In mancanza insorge il problema dell’opponibilità ai creditori e della scelta del Commissario Liquidatore di subentrare nel contratto.
In tal caso occorre l’approfondimento per verificare l’esposizione debitoria della Cooperativa e l’onere dell’eventuale transazione con la Liquidatela per il trasferimento della proprietà con la necessaria autorizzazione ministeriale.
Per quanto attiene ai danni da infiltrazioni occorre verificare l’andamento delle operazioni liquidatorie e, in caso di ritardi, inviare l’esposto alla Vigilanza, anche per la sostituzione del Commissario se ne ricorrono i presupposti.
Occorre anche verificare se esistano condomini proprietari, perché in tal caso gli stessi sono obbligati all’intervento.
Il socio interessato potrebbe denunciare la grave situazione alla Vigilanza e dare la disponibilità a contribuire se gli viene riconosciuto il diritto all’assegnazione definitiva.
La scelta della strategia richiede l’adeguato approfondimento.

Quesito del 04/02/2026

Ho fatto domanda di recesso dalla Cooperativa nel luglio 2025. Non ho mai avuto risposta in merito, pertanto nei mesi successivi ed oltre i 60 giorni dalla domanda, ho richiesto al Presidente della Cooperativa notizie (tramite pec e lettera di un Legale). Solo a gennaio 2026 ho avuto risposta e mi è stata comunicata l’accettazione del recesso con data 9 gennaio 2026.
Per quanto sopra descritto ora sarei legato alla Cooperativa anche per l’anno 2026, ma ciò a causa dell’inerzia del CdA, quindi come potrei tutelarmi?

Risposta al quesito:
La giurisprudenza della Cassazione ha statuito che la risposta tardiva all’istanza di recesso equivale all’accoglimento, sicché le eventuali il rapporto sociale deve ritenersi sciolto nei predetti termini (60gg dalla domanda).