Cooperative e “caporalato”: la portata dello stato di bisogno dei soci lavoratori ai fini della configurazione del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Con la Sentenza n. 24441/2021, la IV Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione ha chiarito i presupposti per la sussistenza dello “stato di bisogno” del lavoratore, quale elemento indispensabile per l’integrazione del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, previsto dall’art. 603-bis del codice penale.
In particolare, i Giudici di legittimità hanno ritenuto che lo stato di bisogno non debba necessariamente coincidere con una condizione di necessità che comporti la mancanza assoluta di libertà di scelta da parte del lavoratore, potendo viceversa limitarsi ad una situazione di grave difficoltà, anche soltanto temporanea, tale da indurre ad accettare le condizioni gravemente svantaggiose offerte dal datore di lavoro.
La pronuncia in esame, allargando di fatto il campo di applicazione del reato, rappresenta un precedente favorevole ai soci lavoratori ai fini dell’accesso alla tutela penale, che in materia di violazioni del lavoro è soltanto residuale rispetto a quella civilistica.
Nella pagina dedicata al diritto penale l’approfondimento.

Le nuove disposizioni sulle procedure esecutive e concorsuali in danno delle Cooperative che operano nell’ambito dell’edilizia convenzionata agevolata.

La Legge di Bilancio 2021, approvata il 30.12.2020, affronta la tematica delle espropriazioni degli alloggi di edilizia convenzionata-agevolata a seguito di pignoramenti o procedure concorsuali incombenti sulle Cooperative che hanno realizzato la costruzione.
La normativa dispone:
a) a pena di nullità della procedura che il creditore procedente ne dia la preventiva comunicazione al Comune e all’Ente Pubblico finanziatore;
b) che il Giudice sospenda la procedura di pignoramento ovvero della liquidazione concorsuale al fine di consentire l’intervento deli Enti pubblici a tutela della finalità sociale degli immobili.
Il tenore letterale della norma si presta effettivamente all’interpretazione giurisprudenziale che varrà, ma sin d’ora appare rilevante l’attenzione del Legislatore riservata alla “finalità sociale degli immobili”.
Questo Studio professionale, pur avendo da tempo auspicato l’intervento del Legislatore (vedasi gli articoli pubblicati nelle pagine precedenti), aveva, comunque, già sostenuto nelle azioni legali attualmente in corso a tutela di soci di Cooperative in L.C.A. site in varie Regioni italiane, la prevalenza dell’interesse pubblicistico della Convenzione ex art. 35 della L.865/71 con il conseguente diritto del socio ad ottenere l’assegnazione dell’alloggio a fronte del prezzo massimo di prima cessione, anche nel caso di Fallimento o Liquidazione coatta amministrativa.
La nuova normativa, dunque, ha dato il primo sostegno alla predetta tesi, adesso occorrerà che la giurisprudenza completi l’opera.