Quesito del 27/01/2026

Sono erede di mia moglie socia di una Cooperativa edilizia a proprietà divisa e a mutualità prevalente. Dopo l’assegnazione di possesso provvisorio della casa nel 1992, ci sono state delle contestazioni per alcuni problemi di conteggi economici. A chiusura della diatriba si è giunti ad una transazione privata tra la Cooperativa e mia moglie ma purtroppo non è stata scritta la data avvenuta nel 2005. Però a conferma della data ci sono assegni circolari consegnati per la definizione delle pendenze.
Poi nel 2007 ho saldato il mutuo che gravava sull’immobile assegnato, presso la finanziaria che aveva acquistato il titolo, mediante assegni circolari con la cancellazione dell’ipoteca.
E purtroppo nel 2011 è subentrato il Commissario liquidatore in quanto il Presidente della Cooperativa ha consegnato i libri contabili presso il Tribunale e purtroppo non ho ancora rogitato e il Commissario liquidatore non ha intenzione di trasferirmi la casa.
Ho qualche diritto a chiedere l’assegnazione definitiva della casa oppure è possibile fare l’usucapione dopo 34 anni circa?

Risposta al quesito:
Occorre, innanzitutto, verificare se la socia defunta è stata esclusa dalla Cooperativa e se la controversia insorta risulti, comunque, da verbali e da corrispondenza.
Per quanto riguarda i pagamenti eseguiti e il saldo del mutuo essi sarebbero la prova della definizione della controversia in assenza di comunicazioni contrarie della Cooperativa.
Occorre, tuttavia, accertare la reale situazione mediante specifiche richieste da inviare al Commissario Liquidatore.
Il Commissario può, comunque, sciogliersi dal contratto non eseguito definitivamente, ma in presenza di contratti definiti degli altri soci, l’erede può rivolgere istanza per una transazione, posto che sono stati eseguiti tutti i pagamenti.
E’ bene che l’istanza venga trasmessa anche alla Vigilanza ministeriale che dovrà pronunciarsi sull’autorizzazione alla cessione in proprietà.
Occorre, tuttavia, esaminare tutta la situazione generale, anche in relazione all’entità dei debiti della Cooperativa e al ricavo ipotizzabile da una vendita all’asta, in modo da equilibrare l’offerta di integrazione in via transattiva.