Cooperative edilizie di abitazione e risarcimento del danno da occupazione illegittima: la responsabilità verso gli espropriati va ripartita tra il Comune e la Cooperativa concessionaria del terreno.

Il Tar Sicilia ha rigettato il ricorso con cui il Comune pretendeva dalla Cooperativa alla quale aveva concesso il terreno in diritto di superficie, l’integrale refusione dell’importo versato agli espropriati a titolo di risarcimento del danno dagli stessi subito in ragione del ritardo nell’emissione del decreto di esproprio.
Le ragioni dell’Ente erano fondate sui presunti obblighi posti a carico della Cooperativa nell’ambito della Convenzione stipulata ai fini della concessione del terreno.
La Società, nelle more posta in Liquidazione coatta amministrativa, dimostrava in giudizio che l’obbligazione pattuita nella Convenzione atteneva esclusivamente all’indennità di esproprio legittimo, mentre gli oneri risarcitori scaturivano dalla condanna solidale subita dal Comune e dalla Cooperativa in sede civile, con il conseguente diritto da parte del primo di rivalersi sulla seconda soltanto nei limiti della metà dell’importo risarcitorio.
Accogliendo le difese della Liquidatela, assistita dall’avv. Gualtiero Cannavò, i Giudici amministrativi hanno accertato l’obbligo della Cooperativa di versare al Comune la sola indennità di occupazione legittima, restando salvo il diritto di rivalsa dell’Ente nella misura del 50% della residua quota risarcitoria.
Nella pagina dedicata al diritto amministrativo l’approfondimento.

Fallimento e Liquidazione coatta amministrativa delle cooperative edilizie: occorre un provvedimento legislativo che impedisca il grave danno subito dai soci.

Non è affatto trascurabile quanto, negli anni della crisi economica, viene sofferto da numerose famiglie italiane, prenotatarie di alloggi sociali realizzati da Cooperative edilizie sottoposte a procedura concorsuale a seguito della declaratoria di insolvenza.
E’, infatti, tristemente noto che l’art.72 della Legge Fallimentare consente al Curatore Fallimentare o al Commissario Liquidatore, di sciogliersi dal contratto di assegnazione provvisoria (alias preliminare), con la conseguenza che il socio prenotatario viene privato dell’alloggio e, quasi certamente, non riceve il rimborso di quanto versato per la carenza dell’attivo ricavato, interamente assorbito dal credito privilegiato inerente al mutuo bancario.
Si può ormai constatare che si tratta di un vero e proprio male sociale per la quantità di casi che si susseguono da qualche anno a questa parte, alimentati dalla crisi economica e dal crollo dei prezzi del mercato immobiliare che ostacolano fortemente il completamento dei programmi costruttivi in corso.
Il legislatore ha provveduto a regolamentare la tutela degli acquirenti degli immobili in costruzione, ma le relative norme non risultano in perfetta sintonia con la situazione dei soci delle Cooperative edilizie, i cui aspetti particolari vengono ignorate dalle predette norme.
E’, pertanto, auspicabile il sollecito intervento legislativo, che, tenendo conto dell’attuale legislazione, preveda la specifica tutela dei soci prenotatari di alloggi nelle Cooperative edilizie, senza ledere il principio di legalità o creare privilegi di sorta.
Occorre l’apporto di tutti gli interessati: i soci cooperatori, i professionisti del settore, la deputazione che sia particolarmente sensibile alla ormai radicata problematica sociale.
Questo Studio professionale intende dare il proprio contributo informando gli utenti e gli operatori del settore sul possibile intervento legislativo che, nel rispetto delle condizioni di diritto, impedirebbe al Curatore o al Commissario Liquidatore di sciogliersi dal contratto di assegnazione provvisoria.